Se sei di bocca buona, cura pure i tuoi denti in Croazia

Se sei di bocca buona, cura pure i tuoi denti in Croazia

Sono in aumento gli italiani che, attratti dai prezzi convenienti e invogliati da chi organizza addirittura tour guidati, si recano nel Paese slavo per otturazioni, capsule e altri interventi. Ma c’è un però…

 

In città come Fiume le tariffe degli odontoiatri costano molto meno. Per l’ente di categoria nostrano, però, la qualità non è la stessa e la metà dei pazienti torna a casa scontenta

 

di Floriana Rullo

Bologna, maggio

Curarsi i denti in Croazia

In Italia, a quanto pare, curarsi i denti è diventato un lusso. Che pochi possono permettersi, visto che, secondo quanto evidenziato dall’Osservatorio sanità della compagnia di Unipol che si occupa di assistenza sanitaria, il 33% della popolazione non si sottopone alle visite perché “incapace di sostenere l’esborso economico delle cure” e lamenta consistenti aumenti nelle tariffe nel corso dell’ultimo anno all’interno del nostro Paese. E così si é costretti a guardarsi attorno. Tanto è vero che tra le possibili soluzioni individuate dagli italiani per combattere carie, placca e tartaro senza uccidere il borsellino, c’è il cosiddetto “turismo sanitario internazionale“. Che riguarda soprattutto i Paesi dell’Est Europa, con un risparmio che può arrivare anche oltre il cinquanta per cento rispetto all’Italia.

 

In Ungheria, per esempio, per un impianto dentale standard si spendono 850 euro, mentre per un trattamento completo 4800 euro. Tre capsule per le quali, tanto per avere un termine di paragone, in Italia si può arrivare a pagare 3mila euro, nelle cliniche dell’Est invece si sborsa una cifra attorno ai 750 euro.

 

E poi c’è la Croazia, vera e propria mecca dei malati di denti. Un business organizzato con tanto di viaggi organizzati e furgoncini allestiti per ogni occorrenza. Un affare come quella creato da Loris Iannella, ex imprenditore edile che a causa della crisi si è reinventato in un nuovo impiego: appunto accompagnare all’estero i pazienti. Abbinando, nel programma, alla visita odontoiatrica qualche volta anche delle visite guidate alle città, magari sfruttando i momenti di attesa tra un intervento e l’altro, una visita e quella successiva.

 

«Ho iniziato queste mestiere per via della crisi», racconta Loris, «Ma ho scoperto che fare felici i miei clienti è la più grande soddisfazione che possa ottenere. Il mio furgone ha accompagnato famiglie intere per la cura dei denti in  Croazia. Persone che non potevano permettersi di curarsi in Italia e che invece sono tornate a sorridere. In questo modo so di poter dare loro una speranza. E non è certo un caso se il mio furgoncino è sempre pieno». Loris viaggia verso il Paese slavo almeno una volta alla settimana, partendo da Bologna, Ravenna oppure da Rimini. «Ma chi si rivolge a me arriva da tutta Italia. Persino dalla Sicilia», continua il suo racconto. «Ci sono stati ragazzi poco più che ventenni che non potevano permettersi di farsi devitalizzare un dente e hanno deciso di venire a Rijeka (Fiume in Italiano, ndr), con noi. Il più anziano dei nostri “accompagnati”, invece, aveva 82 anni e doveva rifarsi la dentiera. La cosa bella è che in ogni caso li riporto in Italia con un sorriso diverso, più bello, di quello che avevano».

 

Una vera e propria rinascita, quindi, quella vissuta da molti pendolari delle cure odontoiatriche. «Ci sono circa duecento cliniche in Croazia», spiega ancora Loris, «La maggior parte ha clienti che arrivano dall’estero, dall’Italia soprattutto ( dove sempre più persone cercano come rifarsi i denti all’estero ) . Ci sono persone che viaggiano tre, quattro volte per avere i denti definitivi. Ma anche chi si ferma alla città più vicina, Rijeka appunto…

 

IL PARERE DEL DOTTOR GIANPAOLO CANNIZZO

Rifarsi i Denti in Croazia: Ma, a conti fatti, non conviene

 

«I dentisti italiani danne qualità e maggiore sicurezza ai pazienti». Ne è certo Gianpaolo Cannizzo, dentista di fama internazionale conosciuto per essere anche il medico dei vip. «I viaggi per curare i denti all’estero da parte degli italiani, in realtà, sono in netto calo per via di molti fattori, primo tra tutti li rispetto delle tempistiche. Inoltre, quando si riabilita un paziente deve essere tenuto sotto controllo, cosa che per chi decide di curarsi all’estero diventa difficile e soprattutto, contrariamente a quanto si dice, anche antieconomico».

 

Cannizzo pone l’accento anche sulla sicurezza della strumentazione che si usa negli studi: «In Italia ci sono controlli rigidi sia e livello di strumentazione che di sterilizzazione. L’ASL fa controlli rigidi e mensili e se non si è in regola Il rischio è che lo studio venga chiuso.

 

Senza contare che il made In Italy è sinonimo di qualità in ogni campo, anche in quello odontoiatrico». Inoltre, secondo gli ultimi dati dell’Eurispes, gli italiani che resistono alla moda dell’estero lo fanno anche perché si fidano di più del dentista sotto casa «È normale», continua Cannizzo, «perché per ottenere il successo della terapia è fondamentale anche quel rapporto di fiducia che nasce con il proprio medico, che magari ci segue da tanti anni. Un rapporto tra medico e paziente che nasce con il dialogo.

 

Basta considerare una cosa: è già molto difficile capirsi quando si parla la stessa lingua, figuriamoci come ci si può intendere sulla poltrona del dentista palando due lingue diverse». E anche il fattore economico, alla base dei tour odontoiatrici verso l’estero, sembra piano piano venire meno. «Anche da noi», conferma lo specialista, «ormai i prezzi si sono ridimensionati. Insomma, se e considera che i dentisti italiani tendono a non mettere mano sul lavoro fatto da altri colleghi all’estero e che in ogni caso ci vuole il controllo periodico sul lavoro, viene de dire che spesso quello che si risparmia andando in Paesi come la Croazia poi si spende in seguito per tornare e quegli stessi studi. A conti fatti conviene rimanere in Italia».



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