Ecco chi è il vero autore dei sorrisi che vedete in TV

Ecco chi è il vero autore dei sorrisi che vedete in TV

Non chiamatelo dentista: la sua missione è l’estetica dentale. L’uomo che è intervenuto sulla bocca di tantissime “signore della tv” (oltre che di Paris Hilton) svela i segreti della sua passione: trasformare una bocca normale in un oggetto del desiderio.

MILANO – OTTOBRE
Se quando vi guardate allo specchio non riuscite a vedere lo stesso sorriso perfetto dei divi della tv, non date subito la colpa ai vostri geni. Buona parte della nostra bellezza la
dobbiamo ai nostri genitori, ma questo vale anche per i divi: e non tutti sono nati con la camicia. Il merito del loro aspetto, o almeno di quello della loro bocca, spesso è di un
bravo dentista, che ha trasformato una bocca “normale’ in un impeccabile oggetto del desiderio.

«Vero: un buon dentista sa trasformare il sorriso nell’abito più bello che possiamo indossare», conferma il dottor Gianpaolo Cannizzo, giovane (ha solo 40 anni), e con uno studio tappezzato dalle foto dei suoi (ma, soprattutto, delle sue) pazienti.

Domanda. Dottor Cannizzo, come mai tanti nomi noti, tra i suoi pazienti?

Risposta. «Perché, da quando abbiamo iniziato a Torino, 12 anni fa, non siamo mai stati solo dei medici che rimediavano a carie e ascessi, ma degli amici in grado di aiutare a
migliorare la vita delle persone: perché un bel sorriso può cambiare, in meglio, anche l’atteggiamento e il carattere delle persone».

D. Chi è passato dal suo studio?

R. «Difficile ricordare tutti: l’anno scorso abbiamo ospitato Paris Hilton di passaggio in Italia, ma anche Simona Ventura e Mara Venier, Alba Panetti, Claudia Galanti, Pamela
Prati…».

D. Solo donne, quindi?

R. «No: anche Gianluca Vacchi, Stefano De Martino, Fabrizio Corona».

D. Tutti allegri, nelle foto con lei. Di solito trapani e pinze sono strumenti di tortura ,eil dentista uno spauracchio…

R. «E vero, i nostri pazienti non hanno più paura del dentista e siamo molto attenti a curare anche questo aspetto. Invece dell’anestesia, per esempio, usiamo la sedazione
cosciente, via flebo: permette al paziente di “perdersi” nel tempo, di non ricordare cosa è successo, pur rimanendo sveglio. Lui non sente dolore, noi possiamo lavorare più a
lungo e il numero di sedute necessarie per completare un lavoro si riduce. Con tutti gli impegni di cui è oberata la nostra vita, non è un vantaggio da poco».

D. Quali sono gli interventi più gettonati dai vostri pazienti?

R. «Dipende dai casi. le “faccette”, comunque, sono interventi molto richiesti».

D. In cosa consistono?

R. «Sono una delle nostre principali specialità: piccole lamine in ceramica, modellate su misura, che si applicano sul dente, correggendone difetti di forma e colorazione».

D. Ma non si rischia un soniso all’americana, finto, eccessivo?

R. «No, noi le abbiamo adattate al gusto Made in Italy: traslucenti e non abbaglianti; ognuna diversa dall’altra, per non dare l’impressione di un sorriso piatto e omologato; persino con qualche minima “imprecisione” che introduca un po’ di movimento, che renda il sorriso davvero naturale».

D. Ma come si può sapere come sarà il risultato finale?

R. «Dopo la visita preliminare facciamo una simulazione, un rendering in 3D a 360°, che viene anche proiettato su un mega schermo davanti alla poltrona del paziente. Sempre
sullo schermo, grazie a una microtelecamera intraorale che riprende l’interno della bocca in diretta, si possono fare vedere in diretta gli interventi: così il paziente diventa
protagoni-sta, vede sullo schermo cosa succede. Non è un semplice vezzo: in questo modo ha meno paura e collabora meglio con i medici».

D. La vostra specializzazione è l’estetica dentale: cosa significa?

R. «Significa che, oltre a curare e proteggerei denti con problemi di salute, studiamo degli interventi ad hoc per migliorare l’estetica della bocca. Come con il “lip repositioning”, un intervento con cui si corregge il sorriso troppo gengivale: in tre quarti d’ora, con una piccola incisione sotto il labbro superiore, si riequilibra il rapporto tra il rosa della gengiva e il bianco dei denti, regalando al paziente un sorriso molto più gentile ed equilibrato».

D. E gli sbiancamenti?

R. «Con gel e luci particolari riportiamo i denti al candore di quando si era bambini (a volte anche più bianchi): un colore che rimarrà a lungo, grazie a un kit di mantenimento da usare a casa».

D. Ma fate anche gli interventi eseguiti dai dentisti tradizionali?

R. «Sì, ma ripensandoli in chiave più modema: se bisogna fare un impianto, dopo la Tac spesso ricorriamo all’implantologia a carico immediato, che, sfruttando la chirurgia mini-invasiva (senza incisioni né punti), evita i provvisori mobili. Meno sedute, meno dolore. E anche per questo che le mie pazienti sorridono tanto». «Sorridono perché vai oltre il tuo lavoro: hai passione per i tuoi pazienti e il loro soniso», interviene Cristina Fia. Lei è la dirigente amministrativa della Clinica Cannizzo di Torino, ed è anche la ex moglie del medico. Separati nella vita, ma non nella professione: «Per amore del lavoro e dei nostri pazienti», conclude lei.



media